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Complicata burocrazia con le case vacanza


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Complicata burocrazia con le case vacanza

il problema della Complicata burocrazia con le case vacanza in Italia, si può capire leggendo l’articolo qui di seguito, che espone la difficoltà di proprietari di immobili adibiti a casa vacanze ad affitti brevi che operano dall’estero, di versare i contributi e pagare le tasse.

Articolo tratta da Wired.it di Luca Zorloni del 3 luglio 2018

Affitti brevi per turismo, all’estero c’è un tesoretto che il Fisco non riscuote
Il paradosso del caso delle piccole agenzie che fanno locazioni online dall’estero: hanno riscosso le tasse ma non riescono a versarle per un inghippo burocratico. Così l’Agenzia delle entrate perde soldi

Non solo non ci sono le trattenute sugli affitti brevi per turismo che colossi web come Airbnb, Homeaway e Booking si rifiutano di raccogliere. All’appello dell’Agenzia delle entrate, che sta riunendo i dati sulle transazioni delle case messe in affitto per brevi periodi attraverso intermediari, online e offline (scadenza prorogata al 20 agosto), mancano anche i soldi prelevati da aziende più piccole che operano dall’estero in Italia. Spesso attraverso siti. Soldi già incassati, pronti per essere versati nelle casse pubbliche, ma congelati da queste società perché il Fisco non le mette nelle condizioni di trasferirli. Un paradosso, visto che, per effetto del blocco dei grandi portali, le nuove regole sugli affitti brevi per turismo sono già applicate a macchia di leopardo. Vorrebbero pagare le tasse, ma non ci riescono.
L’allerta arriva da alcuni associati stranieri di Property managers Italia(Pmi), federazione che riunisce alcuni operatori immobiliari e startup. Queste società hanno applicato le regole del decreto legge 50 del 2017. Dagli importi che incassano per conto dei proprietari di casa, trattengono le tasse. Il 21%, per chi ha scelto la cedolare secca. L’intermediario è tenuto a versare queste somme al fisco entro il giorno 16 del mese successivo, ma se è straniero, deve nominare un rappresentate fiscale in Italia. Una sorta di intermediario dell’intermediario.

È uno dei problemi che Airbnb e Homeaway avevano sollevato a luglio scorso, all’indomani dell’approvazione del decreto.

Troppo poco tempo per adeguarsi e per nominare un intermediario fiscale. Allora l’Agenzia delle entrate aveva concesso più tempo, ma si sa come è andata a finire la storia. Airbnb è passata alle vie legali, Homeaway aspetta di conoscere il verdetto della sentenza della concorrente per adeguarsi, e le regole sono rimaste lettera morta.

C’è, tuttavia, chi ha nominato i rappresentanti fiscali. E sono le società affiliate a Pmi. Hanno sede in Francia, Svizzera e Regno Unito. Dallo scorso giugno hanno raccolto le tasse sugli affitti per conto dei loro clienti. Ma pur avendo un appoggio in Italia, queste aziende non sono riuscite a versare le somme. La ragione è in un dettaglio tecnico: le società non riescono a nominare, a livello telematico, il loro rappresentante. E senza questo passaggio, non riescono a pagare il modulo delle tasse. Risultato: i soldi ci sono, gli intermediari anche, ma per un inghippo burocratico, è tutto fermo.

Per l’Agenzia delle entrare la questione è risolta: Interpellata da Wired, risponde che per effettuare il versamento, le aziende devono inserire il codice fiscale del rappresentante in una casella del modulo F24 (quella indicata con la dicitura codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare) e successivamente inserire il numero 72. “Risposta nota”, replicano le aziende, ma il problema secondo loro è a monte: manca, all’interno della piattaforma del Fisco, il sistema per nominare il rappresentante legale, da inserire poi nel modulo della tasse.

Un controllo potrebbe mettere nei guai il proprietario di casa, perché sembrerebbe che non abbia pagato le tasse. Stefano Bettanin, amministratore delegato di Rentopolis e presidente di Pmi, spiega: “Siamo disponibili a confrontarci con ministero del Tesoro e Agenzia delle entrate. Fateci collaborare, èun’operazione a costo zero”.

Articolo originale: https://www.wired.it/economia/business/2018/07/03/affitti-brevi-turismo-fisco-tasse-estero/?fbclid=IwAR2P0SOTD-ee0KTA6kw_LtC8S1PPv28Gi5En7ujeKeWgSPzpDdHfGvzAqTs&refresh_ce=

Ed è per tutte queste difficoltà unite alle tempistiche che gestire una casa vacanza comporta, che vi chiediamo di affidarvi a noi per la gestione dei vostri immobili che volete destinare ad appartamenti ad uso turistico con affitti brevi.

La Desenzanoloft srls nasce da un idea di Carlo Claverini nell’estate 2013 ed e’ la prima Agenzia sul territorio nazionale che si occupa di trasformare semplici appartamenti in case vacanza a 5 stelle. Il nostro staff multilingue si occupa della gestione dell immobile a 360 ° offrendo alla meta’ del prezzo di un Hotel una sistemazione turistica di alto livello , e’ iscritta in qualita’ di CAV (case vacanze e foresterie lombarde ) all’ufficio provinciale del turismo di Brescia e opera nell’area del basso garda.



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